Aerosol marino

La superficie del mare è un’importante sorgente di aerosol primari, che si formano per azione meccanica diretta del vento sul pelo dell’acqua e per rottura delle bolle d’aria intrappolate nell’acqua (Barsanti et al., 2008). L’entità del rilascio è proporzionale alla frazione di copertura schiumosa della superficie marina, con emissione di particolato marino nell’intervallo granulometrico compreso tra 0.1 e 20 µm.aerosol_marino.jpg

Il contributo di aerosol marini è in Italia un’importante sorgente di PM, proprio a causa della particolare morfologia, caratterizzata da aree costiere estremamente diffuse (circa 7500 km di costa) rispetto all’estensione superficiale. Per questo motivo, si è ritenuto opportuno dotare il SMA di un modulo specifico per la valutazione del termine sorgente.

A partire dalla formulazione semi-empirica di Monahan et al. (1986), Gong (2003) ha recentemente definito una nuova funzione generatrice, che si accorda ragionevolmente bene con i dati sperimentali in un ampio intervallo di diametri (0.07-20 µm, umidità relativa di riferimento 80%). Nel SMA si è deciso, pertanto, di adottare la formulazione di Gong, peraltro usata anche da altri gruppi di ricerca; per tenere conto della variazione del diametro degli spray marini, in funzione dell’umidità relativa, è usata l’approssimazione polinomiale di Zhang et al. (2005), valida nel range 45-99%.

Poiché il modulo di Gong necessita della velocità del vento a 10 m sopra la superficie del mare e dell’umidità relativa, è risultato naturale integrarlo nel post-processore meteo SURFPRO.